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ASSOFANTE TRIESTE

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Trieste, 4 novembre 2018

Festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale

Cerimonia in piazza dell'Unità d'Italia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dinnanzi allo schieramento di una Brigata di Formazione, i Fanti della Sezione di Trieste presentano il medagliere Nazionale dell'Associazione del Fante con le sue 655 medaglie d'oro.

LO STEMMA ARALDICO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL FANTE

 

Lo stemma araldico dell’ Associazione Nazionale del Fante, è stato ideato dal Gen. Carlo Blasetti - che ha ottenuto annche il riconoscimento della Presidenza della Repubblica con Decreto 3 luglio 1984.


Il cerchio aureo risplendente infilato dai due gladii vuole rappresentare i vincoli di fratellanza e di solidarietà tra i Soci e i Fanti in servizio e i legami le consorelle Associazioni d’Arma. Le spade romane sono il principale segno della nobiltà militare, delle azioni guerresche, della forza sottoposta alla giustizia, dell’amore verso la Patria.

Le tre stelle d’argento visibili, incise nel cerchio d’oro a guisa di gemme perché risplendano le magnanime azioni di quest’Arma, tengono vivo anche il ricordo delle stellette che avemmo l’onore di portare che rappresentano la disciplina militare. Il fondo dello scudo sannitico, che allude al campo di battaglia, tinto di colore rosso - il colore più nobile del blasone, che simboleggia spargimento di sangue in guerra -, porta nel punto d’onore l’emblema d’oro della Fanteria con i fucili decussati e la bomba infiammata, contrassegni di impiego di quest’Arma. L’oro, il più nobile dei metallici blasonici, è simbolo di fedeltà, di giustizia, d’onore.

La bordura di colore azzurro (pezza onorevole di prim’ordine) che circonda lo scudo, esalta nel suo colore l’audacia, la lealtà, l’amor di Patria, simboleggia le ricompense al valore militare concesse alle Bandiere di Guerra dei reggimenti e ai singoli combattenti, che fregiano anche il grande Medagliere associativo. Ma il colore della bordura celebra pure il ceruleo mantello indossato dal Patrono del’Arma, San Martino di Tours, coraggioso e ammirato vincitor della Legione Romaniche alle porte d’Amiens, in pieno inverno.


Il Capo (Il capo è una pezza onorevole- di primo ordine- che occupa il terzo superiore dello scudo, ed è delimitata da una linea orizzontale) ricolorato, sostenuto da un filetto azzurro, rappresenta il colore dell’Italia, quello delle “Sacre Bandiere”, caro a tutti i Fanti che lo hanno sempre portato nel cuore dalle guerre di indipendenza alla Liberazione. Esso indica anche la funzione e l’estensione territoriale della Presidenza Nazionale dell’Associazione. 

Il motto (allusivo all’Arma) su lista bifida d’argento coi caratteri capitali di nero: PER SE FULGET (di per sé risplende) perpetua il valore della Fanteria Italiana che nell’avversa e nella buona fortuna, scrisse in ogni tempo con inesausta fede, la sua storia più grande che è storia di tutto un popolo.

LO STEMMA ARALDICO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL FANTE - Cravatte Rosse 1°San Giusto

24 MAGGIO - FESTA ARMA DELLA FANTERIA

24 MAGGIO -  FESTA ARMA DELLA FANTERIA - Cravatte Rosse 1°San Giusto

La festa dell'Arma della Fanteria viene celebrata in occasione del 24 maggio, data  e anniversario dell'inizio della Prima guerra mondiale per l'Italia (1915).

Ha origine dalla fanteria sabauda nella quale le prime unità organiche sono istituite nel 1619 sotto Carlo Emanuele I, ma soltanto nel 1664 saranno ordinati stabilmente sei reggimenti, ciascuno con il nome di una delle provincie dello Stato, ad eccezione delle "Guardie", e con un proprio ordine di anzianità.
Carlo Emanuele IV, il 9 dicembre 1798 a seguito dell'occupazione francese del Piemonte, proscioglie dal giuramento di fedeltà le sue truppe, ad eccezione del Reggimento di Sardegna, stanziato nell'isola.
Con la restaurazione del 1814 ha inizio la ricostituzione dei reggimenti di fanteria i quali nel 1839 assommano a 20 e per la campagna del 1848 ne sono costituiti quattro provvisori.
Nel corso degli anni l'Arma già ordinata in due specialità, Fanteria di Linea e Granatieri, da origine a nuovi Corpi come i Bersaglieri, fondati il 18 giugno 1836 e gli Alpini il 15 ottobre 1872.
Con successivi ordinamenti si registra un notevole aumento degli organici, che raggiunge la punta massima dopo le annessioni e l'espansione territoriale dello Stato, ed alla vigilia della Prima Guerra Mondiale i Reggimenti dell'Arma sono 94 più due di Granatieri, 12 Bersaglieri ed 8 Reggimenti Alpini.
Durante la Guerra il numero dei reggimenti arriva fino a 244 (21 per i Bersaglieri ed 88 battaglioni per gli Alpini) inseriti in 120 Brigate di Fanteria delle quali quattro ternarie (su tre reggimenti di fanteria). Terminato il conflitto, per il quale tutte le unità dell'Arma ricevono l'Ordine Militare d'Italia, il grosso dei reggimenti costituiti viene sciolto, ad eccezione di quelli che si sono guadagnati sul campo la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Con l'ordinamento 1926, che prevede le Brigate ternarie, i reggimenti di Fanteria in vita sono 90 distribuiti in trenta Brigate.
Nel 1927 si formano i primi reparti della specialità Carrista, oggi specialità della Cavalleria.
Con la riforma successiva, l'Esercito passa alle Divisioni binarie e l'Arma di Fanteria allinea 119 reggimenti inseriti in 59 Divisioni.
Nel corso del conflitto fino al 1943 saranno costituiti altri 43 reggimenti.
Fin dal 1938 intanto era in corso di formazione la specialità più ardita dell'Arma, i Paracadutisti, che nel corso della guerra daranno prove di estremo valore su tutti i fronti che li vedranno protagonisti. Durante la Guerra di Liberazione diverse unità pluriarma prendono parte ai combattimenti, 1° Raggruppamento Motorizzato, Corpo Italiano di Liberazione e quindi sei Gruppi di Combattimento ("Friuli", "Folgore", "Legnano", "Mantova", "Cremona" e "Piceno"), con otto Divisioni ausiliarie.
Nel secondo dopoguerra, l'Arma di Fanteria segue l'evolversi della Forza Armata. Già nel novembre 1945 le unità esistenti vengono inserite nell'Esercito di Transizione che nell'arco di tre anni darà vita all'ossatura della nuova Forza Armata.
Dal 1951 la specialità più giovane dell'Arma veniva alla luce: i Lagunari, componente anfibia della Forza Armata venivano costituiti a Venezia.
Fortemente toccata dalla ristrutturazione del 1975 con la creazione dei Battaglioni autonomi, sarà radicalmente trasformata nel corso degli anni novanta. Per decreto 23 marzo 1982 anche l'Arma di Fanteria riceve la Bandiera di Guerra, custodita dal Comandante della Scuola di Fanteria.
Oggi i l'Arma di Fanteria allinea le specialità Granatieri, Bersaglieri, Alpini, Paracadutisti e Lagunari.

( fonte  esercito.difesa.it)

SAN MARTINO PATRONO DELLA FANTERIA

SAN MARTINO PATRONO DELLA FANTERIA - Cravatte Rosse 1°San Giusto

L'11 novembre in occasione della ricorrenza della festa liturgica di San Martino si celebra il Santo Patrono dell’Arma di Fanteria. auguri a tutti i Fanti dell’Esercito Italiano, in servizio ed in congedo, e ai lori familiari e simpatizzanti.
Chi era Martino e la tradizione del taglio del mantello
Martino nacque a Sabaria Sicca (odierna Szombathely, in Ungheria) in un avamposto dell'impero romano alle frontiere con la Pannonia. Il padre, tribuno militare della legione, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Ancora bambino si trasferì coi genitori a Pavia, dove suo padre aveva ricevuto un podere in quanto ormai veterano, e in quella città trascorse l'infanzia. 
Nel 331 un editto imperiale obbligò tutti i figli di veterani ad arruolarsi nell'esercito romano. Fu reclutato nelle Scholae imperiali, corpo scelto di 5 000 unità perfettamente equipaggiate: disponeva quindi di un cavallo e di uno schiavo. Fu inviato in Gallia, presso la città di Amiens, nei pressi del confine, e lì passò la maggior parte della sua vita da soldato. Faceva parte, all'interno della guardia imperiale, di truppe non combattenti che garantivano l'ordine pubblico, la protezione della posta imperiale, il trasferimento dei prigionieri o la sicurezza di personaggi importanti.
In quanto circitor, eseguiva la ronda di notte e l'ispezione dei posti di guardia, nonché la sorveglianza notturna delle guarnigioni. Durante una di queste ronde avvenne l'episodio che gli cambiò la vita (e che ancora oggi è quello più ricordato e più usato dall'iconografia). Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo. Vedendolo sofferente, tagliò in due il suo mantello militare (la clamide bianca della guardia imperiale) e lo condivise con il mendicante.
La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare. Udì Gesù dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per "mantello corto", cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di San Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.

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34° RADUNO NAZIONALE DEL FANTE 

23 - 27 MAGGIO 

VITTORIO VENETO (TV)

 

Il 27 maggio a Vittorio Veneto hanno sfilato migliaia di fanti con le insegne di 116 Brigate di Fanteria, in ricordo dei 359.312 caduti . Tra le 30 e le 40 mila persone hanno partecipato ed assistito per la sfilata del 34° Raduno del Fante, in una città avvolta nei tricolori. La Sezione del Fante di Trieste e l’Associazione Nazionale delle Cravatte Rosse del 1° San Giusto hanno partecipato alla manifestazione. L’onore di rappresentare la Brigata Re e i suoi 3078 caduti nei due reggimenti il 1° e il 2° è stato tutto delle Cravatte Rosse che hanno percorso alla testa del 3° settore – quello dedicato al ricordo delle 116 brigate - il lungo viale della Vittoria e sfilando dinnanzi al palco delle autorità. Numerose le autorità presenti fra le quali il Comandante delle Forze Operative Nord, il Generale di Corpo d’Armata Paolo Serra, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e del sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon e del presidente dell’Associazione Nazionale del Fante Gianni Stucchi.

Ma i nostri fanti hanno “occupato” anche il 4° settore , quello dedicato ai labari delle sezioni provenienti da tutta Italia e quello dedicato a fanti e patronesse, con numerosi nostri soci.
I soci presente sono giusti a Vittorio Veneto da Trieste, Gorizia e da varie città del Veneto, un bellissimo incontro che ha visto riunirsi “Veneti e Triestini” compatti e orgogliosi.
La giornata è proseguita con un “rancio” di coesione a base di pizza in un noto locale del centro della cittadina Veneta.

 

Cravatte Rosse 1°San Giusto

Cravatte Rosse 1°San Giusto